Decreto CAM ICT 2026: perché almeno il 10% dei PC per le scuole deve essere ricondizionato
Il Decreto CAM ICT 2026 (Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica dell'11 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 70 del 25 marzo 2026) introduce per la prima volta un obbligo minimo vincolante: almeno il 10% dei prodotti informatici acquistati dalla Pubblica Amministrazione, comprese le scuole, dovrà essere ricondizionato. Il provvedimento è in vigore dal 24 maggio 2026 e riguarda computer, monitor, tablet e smartphone, sia nuovi che ricondizionati, acquistati o noleggiati dalle stazioni appaltanti pubbliche. Per le scuole italiane, spesso alle prese con budget limitati e fondi PNRR da rendicontare, si tratta di una svolta che merita di essere capita bene, dagli obiettivi ambientali fissati dal Ministero alle ricadute pratiche sui capitolati di gara.
In questo articolo:
- Cos'è il Decreto CAM ICT 2026 e quando è entrato in vigore
- Gli obiettivi ambientali dei CAM ICT secondo la Gazzetta Ufficiale
- L'obbligo del 10% di ricondizionato: come si calcola
- Cosa cambia per le scuole italiane
- Come adeguarsi: documentazione e capitolati di gara
- Messoanuovo.it: pionieri del ricondizionato certificato in Sicilia
- Domande frequenti
Cos'è il Decreto CAM ICT 2026 e quando è entrato in vigore
Il Decreto CAM ICT 2026 è stato adottato dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), di concerto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con provvedimento dell'11 marzo 2026. Il testo integrale è consultabile sul sito ufficiale della Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 70 del 25 marzo 2026, dove è stato pubblicato con il titolo "Adozione dei criteri ambientali minimi per l'affidamento del servizio di noleggio operativo e la fornitura di computer, monitor, tablet e smartphone nuovi e ricondizionati".
Il decreto è stato emanato ai sensi dell'articolo 57 del Decreto Legislativo 31 marzo 2023, n. 36, il nuovo Codice dei contratti pubblici, ed è entrato in vigore sessanta giorni dopo la pubblicazione, quindi dal 24 maggio 2026. Da quella data, ogni stazione appaltante pubblica, comprese le istituzioni scolastiche in quanto soggette al Codice dei contratti pubblici, deve inserire nei propri capitolati e disciplinari di gara i Criteri Ambientali Minimi (CAM) ICT come specifiche tecniche obbligatorie, non più derogabili. Il decreto è ufficialmente elencato tra i CAM vigenti nella pagina dedicata del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, l'ente che li ha adottati e che ne cura l'aggiornamento periodico.
Gli obiettivi ambientali dei CAM ICT secondo la Gazzetta Ufficiale
I Criteri Ambientali Minimi ICT nascono all'interno della cornice del Green Public Procurement (GPP), lo strumento con cui lo Stato usa il proprio potere d'acquisto per orientare il mercato verso modelli più sostenibili. Come riportano fonti istituzionali, il decreto persegue tre macro obiettivi:
- Economia circolare: prevenzione della produzione di rifiuti, promozione dei dispositivi ricondizionati, riparabilità e disassemblabilità dei prodotti, corretto smaltimento RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche).
- Riduzione dell'inquinamento: restrizioni sull'uso di sostanze pericolose nei componenti elettronici e promozione di mezzi a basso impatto per la logistica e l'assistenza tecnica.
- Allungamento del ciclo di vita dei dispositivi: obbligo per i fornitori di erogare istruzioni agli utenti finali, i dipendenti pubblici e il personale scolastico, su come utilizzare correttamente i dispositivi per ridurne i consumi e prolungarne la durata.
Il decreto richiama inoltre le definizioni europee più recenti su apparecchiature informatiche, RAEE e preparazione per il riutilizzo, armonizzando la normativa italiana con gli standard comunitari. Come spiega Accredia, l'Ente italiano di accreditamento, per la fornitura di apparecchiature ricondizionate l'offerente deve presentare certificazioni di conformità alle norme ISO 9001 e ISO 14001 o al Regolamento EMAS, oltre alla norma tecnica CEI EN 50614:2020 quando l'apparecchiatura è stata preparata per il riutilizzo dopo essere stata scartata come rifiuto RAEE. Sono previsti anche criteri premianti, con punteggi tecnici aggiuntivi per gli operatori che dimostrano il rispetto dei diritti umani e di condizioni di lavoro dignitose negli stabilimenti di assemblaggio.
L'obbligo del 10% di ricondizionato: come si calcola
La misura più discussa del decreto è l'introduzione di una quota minima vincolante del 10% di prodotti ricondizionati, calcolata per ciascuna categoria merceologica: computer, monitor, tablet, smartphone. Se la soglia non è raggiungibile in una singola categoria, per esempio perché il mercato non offre monitor ricondizionati compatibili con esigenze tecniche specifiche, è ammessa la compensazione tra categorie diverse, purché il totale complessivo della fornitura rispetti il 10%.
Un aspetto fondamentale riguarda il criterio di calcolo: la percentuale non si applica al valore economico della fornitura, ma al numero complessivo dei dispositivi acquistati. In pratica: numero totale di dispositivi della fornitura moltiplicato per 10% uguale quota minima di prodotti ricondizionati da includere. Nelle gare aggiudicate con il criterio del miglior rapporto qualità/prezzo, le stazioni appaltanti possono inoltre assegnare punteggi tecnici aggiuntivi agli operatori che offrono una quota di ricondizionato superiore al 10% o che propongono censimento delle dotazioni esistenti e programmi di preparazione per il riutilizzo.
Il calcolo della quota minima di ricondizionato si basa sul numero di dispositivi, non sul valore economico della fornitura.
Cosa cambia per le scuole italiane
Per le istituzioni scolastiche, in quanto stazioni appaltanti soggette al Codice dei contratti pubblici, il Decreto CAM ICT 2026 rappresenta un cambio di paradigma negli acquisti tecnologici. Fino ad oggi, dirigenti scolastici e DSGA hanno valutato le forniture di PC, notebook e tablet quasi esclusivamente su prestazioni e prezzo. Da maggio 2026, ogni procedura di gara relativa a forniture ICT deve garantire il rispetto della quota minima del 10% di ricondizionato, oltre alla conformità ambientale documentata del fornitore.
Il tema è particolarmente sentito nei progetti finanziati con fondi PNRR, dove i CAM ICT si intrecciano con gli obblighi già previsti dal principio DNSH (Do No Significant Harm). Nei laboratori ad alta innovazione, la scuola può motivare tecnicamente la necessità di dispositivi nuovi quando le caratteristiche richieste non sono compatibili con l'offerta di ricondizionato disponibile sul mercato; in questi casi, la quota minima va perseguita per compensazione su altre categorie, come postazioni amministrative, monitor o dispositivi per le aule non specialistiche. È inoltre opportuno che ogni progettazione di gara sia supportata da una verifica di mercato che dimostri la disponibilità, o l'indisponibilità motivata, di prodotti ricondizionati realmente idonei.
Anche sul fronte dei singoli docenti, la Carta del Docente conferma la possibilità di acquistare dispositivi ricondizionati appartenenti alle categorie autorizzate, un'opzione sempre più diffusa tra chi cerca hardware professionale a un prezzo più accessibile senza rinunciare a qualità e garanzia.
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Come adeguarsi: documentazione e capitolati di gara
L'integrazione dei CAM all'interno della documentazione di gara, disciplinare, capitolato speciale d'appalto e schema contrattuale, è un obbligo di legge rigoroso e non derogabile ai sensi dell'articolo 57, comma 2, del D.Lgs. 36/2023. Per le scuole, questo significa richiedere ai fornitori una documentazione puntuale: in molti casi è sufficiente l'Allegato 3 DNSH (Scheda 3) compilato punto per punto, con i documenti a comprova di ogni risposta affermativa, evitando la moltiplicazione di dichiarazioni ridondanti.
Le stazioni appaltanti dovranno inoltre verificare che il fornitore disponga di certificazioni accreditate secondo il Regolamento (CE) n. 765/2008, rilasciate da organismi firmatari degli accordi di mutuo riconoscimento europei (EA MLA) o internazionali (IAF MLA). Un capitolato tecnico ben costruito deve pretendere, per ogni fornitura, un livello di dettaglio verificabile in sede di audit e rendicontazione PNRR, non semplici autodichiarazioni prive di valore probatorio. Come ricorda Biblus-Acca, portale tecnico di riferimento per gli operatori degli appalti pubblici, i CAM non sono un adempimento opzionale ma contenuti minimi da inserire obbligatoriamente come specifiche tecniche e clausole contrattuali nella documentazione di gara, con effetti diretti su progettazione, esecuzione e controlli.
Capitolati di gara e schede DNSH: la documentazione richiesta ai fornitori ICT dopo il decreto CAM.
Messoanuovo.it: pionieri del ricondizionato certificato
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Per supportare concretamente scuole, enti locali e stazioni appaltanti nell'interpretazione pratica del decreto, abbiamo sviluppato un manuale operativo CAM ICT 2026 dedicato: un documento che approfondisce requisiti tecnici, documentazione da richiedere ai fornitori, criteri di calcolo della quota minima e casi applicativi concreti per il mondo scuola. Il manuale è pensato per aiutare dirigenti scolastici, DSGA e uffici tecnici a orientarsi tra allegati DNSH, certificazioni accreditate e capitolati di gara, senza perdersi nella complessità normativa.
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Domande frequenti sul Decreto CAM ICT 2026
Cos'è il Decreto CAM ICT 2026 e cosa prevede esattamente?
Il Decreto CAM ICT 2026 è il Decreto dell'11 marzo 2026 del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 70 del 25 marzo 2026 ed entrato in vigore il 24 maggio 2026. Adotta i nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l'affidamento del servizio di noleggio operativo e la fornitura di computer, monitor, tablet e smartphone nuovi e ricondizionati. Il provvedimento è emanato ai sensi dell'articolo 57 del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) e introduce un obbligo minimo vincolante del 10% di prodotti ricondizionati in ogni fornitura ICT destinata alla Pubblica Amministrazione, scuole comprese.
Quali sono gli obiettivi ambientali dei CAM ICT indicati in Gazzetta Ufficiale?
I CAM ICT perseguono tre obiettivi principali collegati al Green Public Procurement: promuovere l'economia circolare attraverso la prevenzione dei rifiuti e la diffusione dei dispositivi ricondizionati, ridurre l'inquinamento limitando le sostanze pericolose nei componenti elettronici e promuovendo logistica a basso impatto, e allungare il ciclo di vita dei dispositivi tramite istruzioni d'uso corrette rivolte agli utenti finali. Il decreto richiede inoltre certificazioni accreditate come ISO 9001, ISO 14001 o EMAS per i fornitori di apparecchiature ricondizionate, oltre alla norma tecnica CEI EN 50614:2020 per i dispositivi preparati per il riutilizzo dopo essere stati scartati come rifiuti RAEE.
Come si calcola la quota minima del 10% di prodotti ricondizionati?
La quota minima del 10% non si calcola sul valore economico della fornitura, ma sul numero complessivo dei dispositivi acquistati in ciascuna categoria merceologica, computer, monitor, tablet o smartphone. Se in una categoria specifica non è possibile raggiungere la soglia, per esempio per indisponibilità di mercato di un prodotto tecnicamente idoneo, è ammessa la compensazione tra categorie diverse, purché il totale complessivo della fornitura rispetti comunque il 10%. Le stazioni appaltanti possono inoltre assegnare punteggi tecnici aggiuntivi agli operatori che superano questa soglia minima.
Le scuole sono davvero obbligate ad acquistare PC ricondizionati?
Sì, le istituzioni scolastiche italiane sono stazioni appaltanti soggette al Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) e devono quindi rispettare l'obbligo del 10% di ricondizionato previsto dall'articolo 2 del D.M. 11 marzo 2026 in ogni procedura di gara per forniture ICT successiva al 24 maggio 2026. L'obbligo va applicato in modo coerente con il fabbisogno tecnico della scuola, gli obiettivi didattici del progetto e la disponibilità effettiva del mercato. Nei laboratori ad alta innovazione, dove servono dispositivi con caratteristiche tecniche specifiche, la scuola può motivare la scelta di prodotti nuovi e raggiungere comunque la quota minima per compensazione su altre categorie, come monitor o postazioni amministrative.
Quali documenti servono per dimostrare la conformità ai CAM ICT nelle gare pubbliche?
Nella maggior parte dei casi la scuola o l'ente pubblico devono richiedere all'operatore economico l'Allegato 3 DNSH (Scheda 3) compilato punto per punto, con i documenti a comprova di ogni risposta affermativa: certificazioni ISO 9001 e ISO 14001 o EMAS, conformità alla norma CEI EN 50614:2020 per i dispositivi preparati per il riutilizzo, e report di verifica accreditati secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17021 quando previsti criteri premianti su diritti umani e condizioni di lavoro. Il capitolato tecnico deve pretendere che ogni risposta affermativa sia accompagnata dal documento corrispondente nella stessa offerta tecnica, per essere difendibile in sede di audit e rendicontazione PNRR.
Come può Messoanuovo.it aiutare scuole ed enti pubblici ad adeguarsi al decreto?
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